La cosa più difficile è avanzare senza cadere
venerdì 3 febbraio 2012
Frammenti
lunedì 4 luglio 2011
Non era cattivo, sperava in una folle rivincita sul destino. Eppure non era felice. Non ne era soddisfatto. Non ricordava neanche la storia, solo l’epilogo. La caduta. Lasciava che questa gli rubasse i pensieri, sperava che gli cancellasse i ricordi.
Lui aveva la bellezza di chi si è smarrito.
Come le ali che strappate alla fine di un sogno volano via perdute.
In una nebbia argentata i suoi passi seguivano un percorso senza direzione, tra profumi lontani e sospiri nel vento.
Lui aveva la delicatezza delle cose effimere.
Nessuno sapeva che era solo alla ricerca di qualcuno che gli levasse di dosso quegli abiti, perché lì sotto, sapeva bene che c’era molto di più.
Lui aveva la lucentezza di chi si è arreso.
Cadde, e si ferì.. da quella volta qualcosa si ruppe dentro di lui. Ma non volle rialzarsi mentre la sua anima sanguinava.
Ora le cicatrici bianche, pulite, non sono altro che il riflesso del suo passato impulsivo, o forse, la cianografia di un futuro più meditato.
Fermati.
martedì 31 maggio 2011
Perpetua
Ipnotica
Devastante
Il dolce fruscio dei fiori notturni
sabato 14 maggio 2011

Non qui
martedì 7 dicembre 2010


Basta un istante. Forse.
mercoledì 17 novembre 2010

Ci sono giorni in cui mi siedo sulla poltrona e guardo fuori, la valle di notte. Nero. Solo tanti piccoli puntini luminosi e il riflesso traslucido del mio volto sul vetro. Lo guardo, mi vedo. E in quell’istante penso: sono tornato, e l’ho ritrovato il mio cuore. Forse.
Che il cuore è fragile, si sa. Fragile e di carta. Nella tempesta delle emozioni se lo lasci volare via lo perdi di vista. E basta un attimo che non lo riconosci più. E’ il pulviscolo che danza nell’aria nel chiarore di un raggio di sole. L’aria fredda sul naso. L’odore dei comignoli nel vento che annunciano l’Inverno. Le foglie gialle che muoiono a terra. Il cielo cangiante che sa stupire con giochi di nuvole dalle forme più strane. Ma non lo vedi perché lo hai perso di vista. Non lo riconosci, perché l’hai cacciato, l’hai lasciato fuggire. Il tuo cuore.
Poi.
Poi ti capita di cercarlo. Di volerlo indietro. Allora scavi a fondo, ma non sai da dove cominciare perché non lo vedi più. Lo cerchi nei fogli di giornale, nelle ceneri di un fuoco che un tempo palpitava, nelle sigarette spente, nel fango o nella polvere che si è posata sui sogni infranti. Ma non lo trovi. Perché non lo vedi.
Poi.
Poi capita che torna. All’improvviso. Con prepotenza. E ti rendi conto che bastava solo guardare verso ciò che vive, brilla e danza. E quando torna riempie un vuoto che avevi riempito con fogli, polvere o fango.
Poi.
Poi, quando il cuore è tornato sorridi al freddo, al cielo e ai comignoli… Perché chissà quanti cuori cacciati si nascondono lì…
Forse.
Björk - Desired Constellation